Un mondo

Quando ero piccolo mi regalarono un atlante geografico. Ne avete uno? Prendetelo allora! Adesso che state toccando quella copertina ruvida, pensate di essere privati di quello che viene considerato un diritto universale: internet. Pausa. Non dovete pensare di esserne privati da un soggetto terzo, che ne so, per esempio il governo italiano. Vi chiedo più un gesto di esilio volontario, di riflessione o se volete di meditazione. No, non così tanto, non vi sto chiedendo di diventare freakettoni! Insomma provate per un attimo a dimenticare di trovarvi in Italia, quindi nessuno sta per ledere gravemente la libertà di espressione e la vostra personale libertà di essere informati.

Siate voi per un istante capaci di perdere la conoscenza della rete, andate oltre. Continuate a toccare il vostro atlante, stringetelo, sfogliate le pagine una dopo l’altra. Annusatele, sporcatevi le dita di polvere. Non abbiate paura, siete al sicuro, protetti, nessuno vi farà del male. Immaginate che le vostre paure siano dei pupazzi di gomma, così i vostri sensi di colpa, e il peso del confronto con le persone che vi stanno attorno. Respirate e mettete da parte tutto ciò che vi terrorizza, abbandonate tutto per un po’. Fuggite, scappate veloci ma non schiantatevi dritti contro il muro per paura di essere inseguiti!

Pensate alla prima volta che avete aperto un atlante. Adesso riapritelo! Fissate l’azzurro, osservate il riflesso azzurro degli oceani che irrompe in tutta la stanza. Andate avanti. Provate a seguire le sfumature dei colori, sentite quel blu scuro che circonda le costellazioni. Sono curioso, voi come ve lo immaginate lo spazio?

Io come un’eterna notte calda.

Quando ero piccolo mi regalarono un atlante, e riesco ancora a sentire una brezza calda, sfiorarmi il collo. E’ come nuotare in un’eterna notte calda.

Vi è mai capitato di sentire una cosa così ultimamente?

Di Roberto Raneri

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