#Verdena a Catania: contro la ragione

Controversial Stage

Ph. Sarah Pafumi © 2015

Quante sfumature possono contraddistinguere una distorsione? Bisognerebbe chiederlo ai fratelli Alberto e Luca Ferrari insieme a Roberta Sammarelli (in arte Verdena), che l’hanno spennellata con perizia e ingegno su tutto il loro ultimo lavoro discografico, Continua a leggere

Buon compleanno Lucio


Buon compleanno Lucio. Manchi sempre tantissimo. Riesce facile immaginarti coperto di sale, come il tuo Ulisse, affaccendato a uscire dall’acqua salmastra, mentre alzi lo sguardo al carro di fuoco, mentre ti corre sul cuore. È vero oggi come non mai che ogni giorno è sabbia e furore. Continua a leggere

Black Flower

…with Abyssinian aftertaste

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Festa della musica in tutta Europa, e a Liège la scena serale di sabato 21 è stata illuminata dall’intrigante performance dei Black Flower, che con il loro afro jazz di ispirazione etiope hanno debitamente spompato le casse del palco di Place des Carmes, lasciando più volte stupefatti gli ascoltatori. I quali si sono presto in parte trasformati in ballerini, visto che la musica

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You get what you need

Prima di tutto premete play.

A un certo punto mi sono reso conto che non c’era niente al mondo, a parte forse l’amore e il sesso, capace di avere una così forte e potente influenza su di me come la musica. Continua a leggere

Manon Tanguy Trio

Manon

Manon Tanguy è un angelo francese che racconta deserti di pelle, ti ammalia con la sua voce soffice ma intima. La giovane cantante di Nantes ci ricorda che un altro ascolto è possibile. Possiamo lasciarci cullare ascoltando Somniloque ma senza mai prendere sonno. Finalmente abbiamo un’occasione, ammesso che fosse necessario, per mettere da parte Carla Bruni e la sua melensa monotonia musicale. Continua a leggere

Frank #Zappa muore oggi

Sheik_YerboutiFrank Zappa muore oggi, vent’anni fa. È molto difficile parlare di Frank Zappa. La difficoltà nasce innanzitutto dall’impossibilità di inquadrarlo univocamente in un tipo, in un personaggio, in un chitarrista, vista la molteplicità di sfaccettature che la sua personalità è riuscita ad assumere durante il corso della sua vita. Il ruolo unico, straordinario, esemplare, che Zappa è arrivato a ricoprire nella storia della musica del ‘900 – e quindi della musica contemporanea – non è riconducibile unicamente ad un aspetto isolato della sua personalità, o limitato ad un preciso momento della sua vita o ad una singola opera o performance. È proprio nella molteplicità, nella diversità della continua progressione – o progressiva continuità – della sua intera opera, della sua intera vita che è possibile intravedere il genio, il pioniere, l’esploratore imperterrito, impavido. Certo, Frank Zappa è stato anche un musicista di talento, un bandleader leggendario, un autore raffinato, impetuoso, elaborato; un comico, un dialoghista sfacciato, irriverente; sardonico nelle opinioni e anarchico nel pensiero, ma anche innamorato del giusto, del bello, del brutto, della libertà, del diritto, del sesso, dell’uomo, della donna; a volte anche no.

Ha trovato il modo di produrre la sua musica e i suoi musicisti non appena l’opportunità – e la necessità di liberarsi di qualsiasi costrizione creativa – lo ha permesso, riuscendo a farsi imprenditore di se stesso molto meglio della grandissima maggioranza di quei professionisti della politica e del lucro che ininterrottamente hanno tentato di ostacolare il suo lavoro e la sua arte per via di censura e sottrazione illecita di diritti d’autore. Fino al Congresso degli Stati Uniti d’America ha difeso se stesso e i propri colleghi artisti ed editori indipendenti, gloriosamente, memorabilmente.

Un intellettuale d’altri tempi, oratore eloquente e puntuale, sagace; pensatore, scrittore, studioso e opinionista, con la sua musica e le sue azioni ha raccontato implacabilmente il suo mondo, la specie umana, l’America. Ha ridipinto i tratti dell’artista moderno, riconfigurandone i limiti sia nelle pratiche che nell’immaginario: schiavo del suo lavoro, della sua musica, dell’amore, forse, ma non delle droghe, dei palcoscenici, del successo. L’unico vero successo che abbia mai veramente riconosciuto era il privilegio – raro – di poter vivere della propria musica, e grazie ad essa avere la possibilità di farne altra. La più grande responsabilità che abbia mai sentita sulle spalle, d’altra parte, è probabilmente quella di superare con ogni nuova esecuzione ogni precedente aspettativa: se proprio tra i suoi sicuri difetti dovessimo sceglierne uno capace di apparire come preminente, al nostro occhio ignaro della sua personale intimità non rimarrebbe che la sua ambizione alla perfezione, al continuo superamento dei limiti precedentemente raggiunti. Quindi solo la morte poteva fermarlo. Quindi è molto difficile parlarne, senza parlarne per troppo a lungo. Chissà come sarebbero stati questi vent’anni.

Per chi non conoscesse Frank Zappa

Gli album, i concerti, i bootleg pubblicati da Frank Zappa sono svariati, non faceva altro, e lo ha fatto per trent’anni, suonare, registrare. La sua discografia è sterminata. Ma si deve pur sempre partire da qualcosa:

  • Frank Zappa – Sheik Yerbouti (Zappa Records 1979)
  • Frank Zappa & The Mothers of Invention – Roxy & Elsewhere (Discreet 1974)
  • Frank Zappa – You Are What You Is (Barking Pumpkin Records 1981)
  • Frank Zappa – Joe’s Garage, Act I, II & III (Zappa Recors 1979)
  • Frank Zappa – Guitar (Zappa Records 1988)
  • Frank Zappa & The Mothers of Invention – Hot Rats (Bizarre Records 1969)

Stefano Bollani ha dedicato a Frank Zappa parte della seconda stagione del suo show su La7, Sostiene Bollani, raccontando e tributando l’artista.

Di Giorgio Grasso