La Mafia uccide solo d’estate

La Mafia uccide solo d'estate - Locandina“Due biglietti per La Mafia uccide solo d’estate, per favore.” “Mi dispiace ma siamo in inverno” – ironizza il cassiere di un cinema di provincia. L’opera prima di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ha vinto il premio del pubblico al 31° Torino Film Festival e potrebbe diventare un modo alternativo di portare sul grande schermo tematiche di rilevanza sociale. La Mafia uccide solo d’estate è sicuramente un’opera originale, in grado di alternare lo stile del docufilm alla narrazione fluida della commedia italiana, senza essere mai banale. Pif spiega attraverso due bambini, Arturo e Flora, la presenza camaleontica di Cosa Nostra in Sicilia dagli anni 70’ agli anni 90’ denunciando l’omertà della classe popolare e borghese, ma soprattutto denunciando la connivenza dei partiti di governo durante quel periodo storico.

Arturo è un bambino curioso, scava sotto la superficie delle cose, ha un disperato bisogno di comunicare e capire cosa stia realmente accadendo nella sua città, Palermo, dove insieme a Flora scopre che la Mafia esiste, al contrario di quanto molti sostengono. Chi ha vissuto Palermo dagli anni ‘70 agli anni ’90, ha convissuto con l’ascesa di Totò Reina, con le macchine esplose di sangue, con i 400 kg di tritolo di Capaci e i brandelli di vite umane che schizzano sulle finestre di via D’Amelio. I 90 minuti del film riescono a tratteggiare quell’atmosfera senza la prevedibilità della violenza vuota di significato.

L’intento del regista, impegnato nella lotta alla mafia anche con il suo programma Il testimone, in onda su MTV, sembra essere proprio quello di denunciare “quanto la mafia entri nella nostra vita, anche se ufficialmente noi non abbiamo nulla a che fare con la mafia,” come egli stesso ha affermato. Molto coraggioso volere affrontare quel periodo così buio della nostra storia recente; tuttavia avrebbe avuto senso inquadrare cosa succede anche dopo il 1994 in Sicilia e in Italia. Forse in un secondo capitolo?

IL TESTIMONE: BACKSTAGE de “La Mafia uccide solo d’estate”

In ogni caso, La Mafia uccide solo d’estate è un ottimo strumento educativo e divulgativo che riesce a descrivere il fenomeno mafioso senza trascendere verso la pesantezza dei prodotti cinematografici e televisivi che in questi anni hanno scelto di raccontare Cosa Nostra. 

Oltre a Pif nel ruolo protagonista insieme a Cristiana Capotondi (Flora), possiamo apprezzare anche Ninni Bruschetta, Claudio Gioè e Barbara Tabita. Il film è stato realizzato con il contributo del MiBac, prodotto da Rai Cinema e Wildside, distribuito da 01 Distribution. Anche in questo caso, come era già successo con È stato il Figlio di Daniele Ciprì, il film è interamente ambientato a Palermo, diretto da un palermitano e di ampia diffusione nazionale, ma la Sicilia Film Commission non ha contribuito alla sua realizzazione che è stata invece supporta dalla Lazio Film Commission. Normale esternalizzazione della produzione cinematografica oppure un’ennesima occasione di slancio per il cinema locale sprecata?

Di Roberto Raneri

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